Spese condominiali

Contatori individuali dell’acqua in condominio

domenica 13 maggio , 2018

Il Tribunale di Milano con la sentenza n. 1280 del 2018, ha ammesso la possibilità di installare contatori individuali dell’acqua in condominio, anche solo in poche unità immobiliari.

Il Tribunale si occupava del ricorso di una società che contestava la delibera dell’assemblea, relativa alla contabilizzazione dei propri consumi d’acqua potabile, motivando l’illegittimità dell’installazione di un contatore, con accertamento degli importi non dovuti, e addebitati alla stessa in un quinquennio dal condominio per quasi 18mila euro.

Il riferimento ai principi sanciti dalla Cassazione

Il Tribunale faceva riferimento alla sentenza della Cassazione n. 17557 del 2014, secondo la quale “la ripartizione delle spese della bolletta d’acqua, in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare, deve essere effettuata, ai sensi dell’art. 1123 1° comma c.c. in base ai valori millesimali, sicchè è viziata per intrinseca irragionevolezza, la delibera assembleare assunta a maggioranza che adottato il diverso criterio di riparto per persona in base al numero di coloro che abitano stabilmente nell’unità immobiliare, esenti dalla contribuzione i condomini i cui appartamenti siano rimasti vuoti nel corso dell’anno“.

Di conseguenza i criteri di suddivisione previsti dall’articolo 1123 codice civile, per millesimi di proprietà ovvero il diverso criterio indicato dal regolamento “sono applicabili e legittimi solo in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare“.

I contatori individuali

Infine, il giudice di primo grado, evidenziava che la ripartizione a contatore è imposta dalle norme vigenti, che stabiliscono l’onere di installare contatori individuali, in particolare in caso di attività produttive. L’installazione del contatore, con addebito dei costi in base ai consumi effettivi registrati, che viene contestata dalla società ricorrente, “non solo è del tutto legittima ma addirittura doverosa alla luce della normativa vigente e pertanto non era neppure necessaria alcuna preventiva delibera condominiale autorizzativa dell’installazione medesima“.

Inoltre il Tribunale, “intende assicurare innanzitutto il risparmio idrico e deve perciò ritenersi che l’installazione debba essere eseguita non appena possibile anche soltanto in singole porzioni immobiliari con contatore di sottrazione”. Le ragioni della società di ripartizione per millesimi di proprietà, facendo gravare i propri esagerati consumi su tutti i condomini.

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