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Rate in condominio – Ultima parte

giovedì 17 maggio , 2018

I divieti imposti dalla normativa antiriciclaggio

Il d.lgs. n. 90/2017 in tema di antiriciclaggio, vieta il trasferimento di denaro contante per somme superiori ai 3.000 €; la norma evidenzia che i trasferimenti di questo genere, a prescindere dalla causa o dal titolo, sono espressamente vietati, anche quando effettuati con più pagamenti di importi inferiori al limite imposto, così da rappresentare un frazionamento artificioso, finalizzato all’elusione dell’impiego di mezzi di pagamento tracciabili.

I condomini non possono versare in contanti una rata superiore al limite dei 3.000 €, in questa ipotesi, sarà infatti necessario utilizzare strumenti di pagamento diversi dal contante.

La somma non può essere ripartita in più rate; e chi  viola la normativa, è soggetto ad una sanzione molto aspra che va da un minimo di 3.000 euro ad un massimo di 50.000 euro.

Pagamenti in contante in condominio

Il MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha fatto riferimento alla Circolare del 5 febbraio 2014 del Dipartimento del Tesoro, in materia di tracciabilità dei canoni di locazione degli immobili, sottolineando che “la norma che stabilisce il limite imposto all’uso dei contanti è quella di cui all’art. 49 del decreto legislativo n. 231/2007, che fissava all’epoca a 1.000 euro tale soglia, oggi elevata a 3.000 euro“.

I limiti all’uso del contante per pagare gli affitti collegato alla tracciabilità delle somme di denaro, nella gestione condominiale hanno quale lo scopo di “arginare fenomeni di impiego, occultamento o immissione nel sistema economico di risorse di provenienza illecita, controbilanciando, con strumenti che garantiscano la tracciabilità della transazione, il rischio insito nella velocità di circolazione del contante – e di altri titoli di pagamento al portatore – e nella non riconducibilità del contante stesso all’inequivoca titolarità di un soggetto determinato“.

Infine il MEF stabilisce, che fermo restando il limite generale di 3.000 euro, la tracciabilità delle transazioni in contanti, tra il condomino e l’amministratore, viene garantita mediante la prova documentale, comunque formata, che sia chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determininata somma di denaro contante al pagamento della rata condominiale.

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