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La siepe disturba il vicino? – Seconda Parte

domenica 20 maggio , 2018

La siepe va rimossa

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sottolineava  che “un’area di sedime posta ai lati di una strada comunale, pur risultando privata in base alle cartografie catastali, può essere qualificata come soggetta a uso pubblico qualora sussistano gli indici di demanialità” previsti puntualmente dalla Legge n. 2248 del 1865.

Detta norma, fa rientrare nella viabilità comunale anche le contro banchine e gli spazi adiacenti alle strade pubbliche, quando siano aperti sul suolo pubblico.

Il Tribunale Amministrativo Regionale, continuava spiegando che: “se si produce un effetto di pubblicizzazione degli spazi, non è necessario che vi sia un’esatta corrispondenza con le attuali categorie del codice della strada, purché siano evidenti la fruizione pubblica del sedime e il rapporto di pertinenzialità con la strada pubblica”.

Il caso di specie

Nel caso specifico, la siepe faceva parte della situazione consolidata dei luoghi, diventando col tempo fonte di pericoli, in quanto aumentava il volume delle foglie, andando ad incidere sulla viabilità e ostruendo la visuale di chi si immetteva sulla strada pubblica.

Sussiste dunque un interesse pubblico alla rimozione della siepe, così da favorire la visuale del vicino e per la sicurezza del traffico, di conseguenza, il Comune, correttamente, distingueva la siepe in segmenti, tenendo conto della porzione di visuale ostruita, imponendo ne venisse rimossa solo una parte.

Conclusione

Il Tribunale Amministrativo Regionale confermava la necessità che parte della siepe venisse rimossa, mantenendo l’altro segmento della pianta, il quale però doveva essere adeguatamente e periodicamente potato.

Il TAR, confermava che il Comune, era titolare dell’obbligo di verificare, anche su segnalazione dei ricorrenti o di terzi interessati, il rispetto dell’onere di potatura, con la facoltà di imporre la rimozione integrale della siepe, nel caso di inadempimento.

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