Liti di condominio

Rumori in condominio

martedì 22 maggio , 2018

Quelli provenienti dal vicino vanno provati

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 6867 del 2018, si occupa del tema delle immissioni in condominio e della soglia di normale tollerabilità delle stesse.

La Cassazione si pronunciava su una questione relativa ad un risarcimento danni, proposta da alcuni condomini nei confronti degli inquilini del piano sopra, per i rumori molesti provenienti dal loro appartamento.

In primo grado il Tribunale, in funzione di Giudice d’appello, condannava i convenuti ritenendo provata la provenienza dall’immobile sovrastante dei rumori fastidiosi udibili nell’unità abitativa sottostante, sulla base dell’audizione dei testi e dell’espletata CTU.

Venne poi proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado, in quanto si sosteneva che il Giudice d’appello avesse errato nel ritenere provata l’esistenza dei rumori molesti in forza di una perizia tecnica di parte redatta in assenza di contraddittorio.

Superamento della soglia di tollerabilità

La Corte di Cassazione sottolineava che la soglia della normale tollerabilità debba essere dimostrata con mezzi di prova di natura tecnica; è possibile anche che il Giudice ricorra all’audizione di testi che abbiano avuto una diretta percezione sensoriale di tali rumori e/o immissioni.

La parte può  chiamare a testimoniare il proprio Consulente Tecnico di Parte, sui fatti accertati nella perizia, i quali, che se confermati in sede di prova testimoniale, acquisiscono valore di prova piena, su cui il Giudice può fondare il suo convincimento.

Il giudizio in Cassazione si fonda esclusivamente, sull’esame di eventuali vizi dell’iter formativo che ha portato alla decisione del giudice del merito.

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