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Colonie feline in condominio – Prima Parte

sabato 26 maggio , 2018

La normativa italiana sul fenomeno del randagismo

Gli animali sono spesso fonte di diverbi in condominio, ma se si crea addirittura una colonia felina cosa succede?

La colonia felina è un gruppo di gatti che si sono spontaneamente stanziati in un determinato luogo.

Nel nostro Paese ci sono molte regole in materia di tutela dei gatti che vivono in libertà: la legge sul randagismo, n. 28191, che prevede “Il divieto, per chiunque, di maltrattare i gatti che vivono in libertà, che questi siano sterilizzati dall’autorità sanitaria competente e riammessi nel loro gruppo. I gatti in libertà possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o incurabili. Gli enti e le associazioni protezioniste possono, d’intesa con le autorità sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza“.

La norma dunque tutela dei gatti liberi e prevede la sterilizzazione, così da contenere il fenomeno del randagismo.

L’organizzazione delle Regioni per la tutela degli animali

Oltre alla normativa nazionale, ogni Regione con apposite disposizioni disciplina il fenomeno. La Toscana ad esempio, con legge regionale n. 59 del 2009, stabilisce che “le colonie feline possono essere spostate dalla zona abitualmente frequentata ad altra zona preventivamente individuata solo per gravi necessità delle colonie stesse. Lo spostamento è autorizzato dal sindaco, previo parere dell’azienda USLL competente e sentita l’associazione incaricata alla tutela e alla cura della colonia.

L’orientamento dei Comuni

Anche i Comuni intervengono con dei Regolamenti che dettano regole sulla tutela della colonia felina, individuando sanzioni pecuniarie in caso di violazione: la città di Roma, prevede “il riconoscimento dell’attività benemerita dei cittadini che come gattari/e si adoperano per la cura e il sostentamento dei gatti liberi e promuove periodici corsi di informazione in collaborazione con il servizio veterinario USL competente per territorio e le associazioni di volontariato animalista.”

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