Regolamento

Colonie feline in condominio – Ultima Parte

domenica 27 maggio , 2018

Casi di convivenza che finiscono in Tribunale

La giurisprudenza in tema di colonie di animali, ha preso posizione.

Il Tribunale di Milano, ha riconosciuto il diritto di stabilimento di una colonia felina anche all’interno di un condominio ritenendo che i gatti sono animali sociali che si muovono liberamente su un determinato territorio e, pur vivendo in libertà, sono stanziali e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato. La sentenza conferma, pertanto, che non vi è distinzione di zona, sia essa pubblica o privata, per lo stanziamento di una colonia, sempre garantendo anche gli interessi degli abitanti.

Anche la Corte d’Appello di Roma si è pronunciato su un caso simile, nel quale all’interno del garage di un immobile, vennero poste delle ciotole per dare cibo ai randagi.

Si riteneva però che questa condotta, rappresentasse molestie se i gatti, vagando per il condominio, entravano nei singoli appartamenti e nelle relative pertinenze degli altri condomini limitandone il possesso.

Il Giudice stabiliva la liceità e l’etica dell’azione dello sfamare i gatti randagi, ma vi era anche il dovere di non violare il possesso altrui, trovando soluzioni differenti.

Gatti di proprietà dei singoli condomini

Il regolamento condominiale non può vietare il possesso di animali domestici.

Il gatto però non deve essere incustodito, così da escludere la causazione di qualche danno in proprietà altrui.

In provincia di Brescia, un condomino chiedeva all’amministratore di sanzionare il vicino che lsciava vagare, il proprio gatto nel giardino condominiale.

Il caso venne affrontato in assemblea con vittoria del proprietario dell’animale, per assenza totale di prove che confermassero che le feci appartenevano al gatto di proprietà, anziché a un randagio.

Inoltre non vi era uno specifico divieto, nel regolamento condominiale, di tenere animali nelle parti comuni.

Il gatto di proprietà, non è soggetto a identificazione obbligatoria tramite microchip, salvo se si voglia partire per un viaggio all’estero.

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