Regolamento

Appartamenti ad uso diverso da civile abitazione

sabato 2 giugno , 2018

Il regolamento di condominio

Quando in un edificio ci sono più di dieci condomini, deve essere approvato un regolamento, che contenga le disposizioni sull’uso delle cose comuni, la ripartizione delle spese, le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione.

Sarà approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’articolo 1136 c.c. (la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio), nonché allegato al registro dei verbali delle assemblee.

Il contenuto del regolamento

Il contenuto del regolamento non può menomare i diritti dei condomino, che derivano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137 c.c.

Il regolamento contrattuale, o viene predisposto dal costruttore dell’immobile ovvero dall’originario unico proprietario, ed è normalmente richiamato in tutti gli atti di acquisto dell’immobile; oppure può essere adottato dall’assemblea con le maggioranze di cui all’art. 1136 c.c., comma secondo.

Clausola del regolamento che limitata la proprietà privata

Se nel regolamento di condominio vi è una clausola che limita la proprietà privata (esempio: il divieto di adibire gli appartamenti ad uso diverso da quello di civile abitazione o di studi o uffici professionali privati), la stessa va interpretata nel senso di permettere l’utilizzo solo a fini residenziali privati.

Nel divieto rientrano tutti gli utilizzi relativi a residenze assistenziali rivolte agli anziani (case di riposo, case famiglia o anche comunità alloggio), e a tutti quelli che offrono servizi alberghieri (affittacamere, pensioni, ostelli, locande, bad & breakfast).

L’iter processuale

Questi i principi sono contenuti nell’ordinanza n. 11609, del Maggio 2018, dalla Corte di Cassazione.

Un condominio ricorreva contro una cooperativa che, nel condominio gestiva una comunità alloggio per anziani; chiedendone la cessazione in quanto contrastava con la clausola regolamentare, che vietava l’utilizzo degli appartamenti ad uso diverso da quello abitativo.

In primo grado venne accolta la domanda e confermata in Appello.

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