Fisco e tributi

Risoluzione contratto di locazione

lunedì 4 Giugno , 2018

E’ necessaria la registrazione

La Commissione Tributaria Provinciale Di Milano, con sentenza n.  1467 del marzo 2018, stabilisce l’obbligo di registrazione dell’avvenuta risoluzione del contratto; altrimenti si rischia di incappare in conseguenze di carattere fiscale.

Ciò si è verificato proprio ad un contribuente che è stato condannato con la su citata sentenza, a pagare l’imposta di registro anche per le mensilità in cui l’immobile era stato riconsegnato dall’inquilino.

La fattispecie

La Commissione Tributaria Provinciale Di Milano si occupava di un contratto di locazione tra una persona fisica e una società (formula “6+6”), registrato nel 2008. Successivamente, nell’ottobre 2010, l’inquilino comunicava al locatore la disdetta, attraverso la facoltà di recesso anticipato.

Il 31 marzo 2011 l’inquilino liberava l’immobile; il 21 febbraio 2013 il locatore versava l’imposta di registro per la risoluzione anticipata; il 29 novembre 2013 l’Agenzia delle Entrate notificava al locatore un avviso di liquidazione con cui ha chiedeva il pagamento dell’imposta di registro per l’annualità 2011.

Il ricorso del contribuente

Il contribuente presentava ricorso, evidenziando che il contratto era già risolto, grazie alla disdetta e al rilascio e che, dal 28 maggio 2011 non era iniziata alcuna nuova annualità contrattuale.

Il giudice confermava le ragioni del Fisco, e condannava il ricorrente a pagare anche le spese di lite.

Il ricorso venne  giudicato inammissibile, in quanto il contribuente impugnava solo la cartella esattoriale; che può essere impugnata solo per vizi propri, e la mancata contestazione dell’avviso di liquidazione lo rende irretrattabile.

Irrilevante, che il contratto di locazione si fosse risolto tramite lo scambio di una missiva, anche se “debitamente firmato tra locatore e locatario”, in quanto privo “di data certa”.

La massima della Commissione Tributaria

Concludendo, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, con detta sentenza sosteneva che la mancanza di data certa nel caso in cui “si sia verificata una qualsiasi causa di risoluzione del contratto, ivi comprese quelle di inadempimento in presenza di clausola risolutiva espressa e di dichiarazione di avvalersi della clausola (articolo 1456 del Codice civile), o di risoluzione a seguito di diffida ad adempiere (articolo 1454)” il riferimento al reddito locativo non è più adeguato e si torna alla rendita catastale.

La prova della risoluzione è a carico del contribuente.

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