Giudici

Stalking in condominio – Prima Parte

martedì 5 giugno , 2018

Quando si configura il reato di stalking in condominio
Il reato stalking in condominio, può configurarsi attraverso il compimento di varie “azioni persecutorie” nei confronti dei vicini di casa, a prescindere dal movente dell’azione, che può essere collegato ad esigenze di carattere lavorativo oppure all’esercizio del diritto di proprietà.
Ciò è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 20473 del 2018, a seguito del ricorso del Procuratore generale, contro il provvedimento della Corte d’Appello; con il quale venne assolto l’imputato dopo aver riformato la decisione di condanna emessa dal Tribunale in primo grado, nei suoi confronti, accusato di atti persecutori, mediante condotte ripetute, minacce e molestie i vicini di casa.

I comportamenti posti in essere da condomino
Le condotte poste in essere erano di vario genere: aver creato disturbo collegando al telefono di casa propria una campana elettrica installata all’esterno; aver attivato quotidianamente, ogni mattina, un impianto d’allarme; aver tenuto il motore di un camion acceso anche per ore sotto la finestra dei vicini; aver custodito degli asini con adiacente letamaio a pochi metri dall’abitazione degli stelli; aver lanciato nel loro giardino sassi e mozziconi di sigaro; aver posizionato una latrina mobile sul confine.
Secondo il Procuratore generale, questi comportamenti non rappresentano solo un’inosservanza delle norme civilistiche regolanti il diritto di proprietà, ma una vera e propria violazione della legge in base a quanto previsto dall’articolo 612 bis codice penale (Atti persecutori).
La sentenza sarebbe gravata inoltre anche da una motivazione insufficiente e illogica.

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