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Si può staccare l’acqua ai morosi in condominio? – Prima Parte

giovedì 7 giugno , 2018

Il nuovo orientamento della giurisprudenza

E’ possibile staccare il servizio idrico in condominio nel caso in cui sia centralizzato, ai condomini morosi, in quanto la nuova normativa sulla garanzia del quantitativo minimo, è riservata solo ai casi di documentato “stato di disagio economico-sociale“.

Il Tribunale di Bologna infatti, con ordinanza dell’aprile scorso, si pronunciava nuovamente sull’ipotesi di lasciare i condomini morosi senz’acqua; per il Tribunale la garanzia di un quantitativo minimo d’acqua giornaliero, è riservata esclusivamente ai morosi indigenti.

La fattispecie

L’amministratore di condominio ricorreva al giudice di primo grado, che evidenziava l’avvio della procedura monitoria nei confronti di un condomino moroso, che terminava con un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.

Durante l’azione esecutiva immobiliare, interveniva anche una Banca che, nei confronti del condomino, vantava un credito privilegiato con ipoteca gravante sull’immobile in questione.

Il condomino non faceva fronte al proprio debito, che aumentava continuamente gravando sull’intero condominio.

Il ricorso cautelare

Venne dunque proposto ricorso ex articolo 700 del codice procedura civile, attraverso il quale, il condominio chiedeva al Tribunale l’autorizzazione a sospendere, ai sensi dell’articolo 63, comma 3, disp. att. al codice civile, i servizi di riscaldamento, acqua, nonché il distacco dell’antenna televisiva centralizzata collegati all’immobile a causa della persistente morosità, ultrasemestrale del proprietario.

Il giudice rigettava la domanda cautelare, sostenendo l’orientamento in base al quale i servizi essenziali, come riscaldamento e acqua, devono essere in ogni caso garantiti, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, e non possono considerarsi di minor importanza rispetto ad un diritto di credito che, nel caso di specie, sarebbe peraltro tutelato dalla procedura esecutiva in atto.

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