condominio

Il Fondo per la morosità incolpevole – Ultima parte

domenica 10 giugno , 2018

Ulteriori requisiti richiesti

Tra i vari requisiti per l’accesso al Fondo per Morosità Incolpevole, è necessario inoltre:

  • Essere in possesso di reddito ISE non superiore a 35mila euro ovvero un reddito di lavoro con valore ISEE non superiore a 26mila euro;
  • Essere destinatario di atto di intimazione di sfratto per morosità;
  • Essere titolare di un contratto di locazione abitativo regolarmente registrato, con residente nell’immobile oggetto della procedura da almeno un anno;
  • Essere cittadino italiano o europeo, ovvero straniero con regolare titolo di soggiorno.

Saranno poi i comuni a verificare che i richiedenti, siano o meno titolari di diritti di proprietà, usufrutto o uso nella provincia di residenza, di altri immobili fruibili e adeguati alle esigenze del nucleo familiare.

Gli elementi di priorità

Esistono inoltre delle condizioni di priorità:

  • per gli inquilini, nei cui confronti è stato pronunciato un atto di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, e sia sottoscritto con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato;
  • per gli inquilini la cui ridotta capacità economica non permetta che sia versamento un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione.
  • per gli inquilini, che dimostrino la disponibilità del proprietario dell’immobile, a consentire il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile.

L’ammontare del contributo

L’importo massimo del contributo garantito, per far fronte alla morosità incolpevole non può superare i 12mila euro, e per l’esattezza:

  • può arrivare al massimo 8mila euro per far fronte alla morosità incolpevole accertata dal comune, se il periodo residuo del contratto in essere non sia inferiore a 2 anni;
  • può arrivare al massimo di 6mila euro, se il proprietario acconsenta al differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio, così da permetta all’inquilino moroso di trovare un’adeguata soluzione abitativa;
  • infine, fino a un massimo di 12mila euro, per assicurare il versamento di un numero di mensilità per un nuovo contratto di locazione abitativa a canone concordato.

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