Amministrare il condominio

L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO PUÒ STARE IN GIUDIZIO SENZA AUTORIZZAZIONE? – ULTIMA PARTE

martedì 19 Giugno , 2018

I precedenti della Corte di Cassazione

La Cassazione, nella sua decisione, richiamava un precedente (Sezioni Unite n. 1833/2010), e sottolineava: “l’amministratore del condominio, potendo essere convenuto nei giudizi relativi alle parti comuni, ed essendo però tenuto a dare senza indugio notizia all’assemblea della citazione e del provvedimento che esorbiti dai suoi poteri, ai sensi dell’art. 1131, commi 2 e 3, c.c., può costituirsi in giudizio ed impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea, ma deve, in tale ipotesi, ottenere la necessaria ratifica del suo operato da parte dell’assemblea stessa, per evitare la pronuncia di inammissibilità dell’atto di costituzione ovvero di impugnazione”.

La motivazione della Suprema Corte

Secondo la Suprema Corte, con questo principio: “ha invero affermato che, ferma la possibilità dell’immediata costituzione in giudizio dell’amministratore convenuto, ovvero della tempestiva impugnazione dell’amministratore soccombente (e ciò nel quadro generale di tutela urgente di quell’interesse comune che è alla base della sua qualifica e della legittimazione passiva di cui è investito), non di meno l’operato dell’amministratore deve poi essere sempre ratificato dall’assemblea, in quanto unica titolare del relativo potere. La ratifica assembleare vale a sanare retroattivamente la costituzione processuale dell’amministratore sprovvisto di autorizzazione dell’assemblea, e perciò vanifica ogni avversa eccezione di inammissibilità, ovvero ottempera al rilievo ufficioso del giudice che abbia all’uopo assegnato il termine ex art. 182 c.p.c. per regolarizzare il difetto di rappresentanza. La regolarizzazione ai sensi dell’art. 182 c.p.c., in favore dell’amministratore privo della preventiva autorizzazione assembleare, come della ratifica, può operare in qualsiasi fase e grado del giudizio, con effetti “ex tunc” .

Concludendo

Si tratta di giudizi che vanno oltre le attribuzioni dell’amministratore (ex articolo 1131, 2° e 3° comma del codice civile); nel giudizio oggetto del vaglio della Cassazione, si trattava di un pagamento per l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria del condominio, in favore del precedente amministratore, azionato con il procedimento monitorio poi opposto.

La materia superava le attribuzioni del nuovo amministratore e serviva dunque la ratifica dell’assemblea.

La Corte di Cassazione, visto il difetto di rappresentanza dell’amministratore, evidenziato da parte opposta, generava un onere di sanatoria immediato, con il deposito della delibera di ratifica, senza concessione di un termine.

Il ricorso per cassazione, venne dichiarato inammissibile per mancanza di autorizzazione assembleare.

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