Spese condominiali

Spese per l’ascensore in condominio – Ultima Parte

domenica 24 giugno , 2018

Le possibile deroghe

L’articolo 1123 c.c., prevede la possibilità di disporre convenzionalmente delle deroghe, ai principi di legge in tema di ripartizione delle spese condominiali: le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio (ascensori inclusi) siano sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.

I condomini, all’unanimità possono accordarsi perché uno di essi sia esonerato, totalmente o parzialmente dall’obbligo di partecipare a dette spese.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14697 del 2015, ha evidenziato come la disciplina prevista dagli articoli 1123-1125 c.c., in tema di suddivisione delle spese relative ai beni comuni, può essere derogata con atto negoziale, quindi anche attraverso il regolamento condominiale di tipo contrattuale.

E’ dunque legittima sia la convenzione che distribuisce le spese tra i condomini in misura diversa da quella legale, sia quella che preveda l’esenzione totale o parziale per taluno dei condomini dall’obbligo di partecipare alle spese medesime.

Spese per l’impianto installato successivamente

La possibilità di derogare in via convenzionale, è riservata esclusivamente alle spese, in quanto l’articolo 1118 c.c. dice: “il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni“.

Se l’ascensore è stato costruito in un secondo momento, diviene una vera e propria “innovazione” che ha titolo nell’apposita deliberazione assembleare di approvazione dell’opera e di ripartizione delle relative spese.

Il condomino, non interessato può rinunciare a contribuire sia alle spese per la sua costruzione, sia all’uso, nonostante sia ammesso “in qualsiasi tempo partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera“, così come previsto dall’articolo 1121 c.c.

Se l’ascensore è stato installato dopo la costruzione dell’edificio, e tutti i condomini abbiano acconsentito, l’impianto rientrerà nella proprietà comune di tutti i partecipanti, in proporzione al valore della superficie di proprietà esclusiva.

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