Regolamento

Clausole del regolamento limitative non trascritte – Prima Parte

sabato 7 luglio , 2018

L’opponibilità ai terzi

Il regolamento di condominio, che contiene clausole che pongano limiti alla destinazione delle proprietà esclusive, e non siano state trascritte, l’eventuale eccezione è ammissibile indipendentemente dalla maturazione delle preclusioni assertive o istruttorie; ciò viene affermato dalla Suprema Corte nella sentenza 19 marzo 2018, n. 6769.

L’iter processuale

I giudici di merito avevano accolto la domanda di un Condominio per far dichiarare l’illegittimità del cambio di destinazione (da abitazione ad albergo) impresso ad un appartamento facente parte del fabbricato, in quanto l’attività era vietata dall’articolo 5 del regolamento stesso.

I giudici infatti, considerarono tardiva l’eccezione di inopponibilità del regolamento condominiale (perché non trascritto), qualificandola come eccezione in senso stretto, e perciò intempestivamente sollevata dalle originarie convenute soltanto nella memoria di replica conclusionale.

L’intervento della Cassazione

La Cassazione confermava l’orientamento in base al quale, la previsione contenuta in un regolamento condominiale convenzionale, che stabilisce limiti alla destinazione delle proprietà esclusive, andando ad incidere sull’esercizio del diritto di ciascun condomino, deve essere ricondotta alla categoria delle servitù atipiche.

Per cui l’opponibilità di tali limiti ai terzi acquirenti, è disciplinata dalle normativa in tema di servitù e, dunque, avendo riguardo alla trascrizione del relativo peso, con l’indicazione, in apposita nota distinta da quella dell’atto di acquisto, delle specifiche clausole limitative, ex artt. 2659, comma 1, n. 2, e 2665 c.c., non essendo sufficiente il generico rinvio al regolamento condominiale.

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