Regolamento

Clausole del regolamento limitative non trascritte – Seconda Parte

domenica 8 luglio , 2018

Conoscenza specifica con atto d’acquisto

Se le disposizioni del regolamento che stabiliscano i limiti alla destinazione delle proprietà esclusive, non sono state oggetto di trascrizione, valgono solo per il terzo acquirente che ne sia venuto a conoscenza nello stesso contratto d’acquisto.

Quindi la Suprema Corte, osserva che è necessario “verificare come possa entrare nel processo la questione dell’inopponibilità delle servitù reciproche che siano contenute nel regolamento di condominio, ma non indicate in apposita nota di trascrizione”.

I soggetti interessati a far valere la mancata trascrizione della clausola in questione, avevano proposto  un’eccezione, in sede di comparse conclusionali, con la conseguente dichiarazione di tardività da parte dei giudici del merito.

La decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione, ritenne che la pronuncia di merito non tenesse conto “dell’orientamento, ormai consolidatosi (Cass. S.U., 27/07/2005, n. 15661), secondo il quale nel nostro sistema processuale le eccezioni in senso stretto, cioè quelle rilevabili soltanto ad istanza di parte, si identificano o in quelle per le quali la legge espressamente riservi il potere di rilevazione alla parte o in quelle in cui il fatto integratore dell’eccezione corrisponde all’esercizio di un diritto potestativo azionabile in giudizio da parte del titolare e, quindi suppone il tramite di una manifestazione di volontà della parte per svolgere l’efficacia modificativa, impeditiva od estintiva di un rapporto giuridico” (in tal senso anche Cass. S.U., 03/06/2015, n. 11377).

Inoltre è stato evidenziato che:  “il rilievo d’ufficio delle eccezioni in senso lato non è subordinato alla specifica e tempestiva allegazione della parte ed è ammissibile anche in appello, dovendosi ritenere sufficiente che i fatti risultino documentati “ex actis“”.

Concludendo

La sentenza della Cassazione è conforme alla considerazione che le eccezioni sono funzionali al valore primario del processo, costituito dalla giustizia della decisione, valore compreso anche se le questioni rilevabili d’ufficio fossero subordinate ai limiti preclusivi di allegazione e prova previsti per le eccezioni in senso stretto.

Per cui secondo la Suprema Corte, non vi è ragione di ritenere il difetto di trascrizione del regolamento di condominio, come un elemento impeditivo dell’opponibilità di esso, affidato unicamente all’espressa e tempestiva eccezione della parte interessata.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

 

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento