Giudici

Mediazione e condominio – Seconda Parte

mercoledì 11 Luglio , 2018

Le controversie oggetti di mediazione

Fanno parte delle materie oggetto di mediazione, quelle inerenti alla riscossione dei contributi, l’articolo 5 del d.lgs. n. 28/2010, stabilisce che la mediazione non si applica “nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione“; la mediazione obbligatoria si applica nei procedimenti di opposizione al decreto ingiuntivo, dopo la pronuncia giudiziale sulla sospensione o sulla provvisoria esecuzione che normalmente avviene in prima udienza.

Non rientrano nella mediazione, i procedimenti cautelari e di istruzione preventiva, i procedimenti di sfratto, i procedimenti possessori, i procedimenti incidentali in materia di esecuzione, i procedimenti in camera di consiglio così come disciplinato dall’art.5 del d.lgs. n.28/2010.

I tempi della mediazione

La durata massima della mediazione, è di tre mesi; inoltre come previsto dall’articolo 8 comma 4 bis D.Lgs. 28/2010: “dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio”.

La revoca dell’amministratore di condominio

Vengono esclusi dalla mediazione obbligatoria i procedimenti in camera di consiglio (art. 5 comma 4 lett. f – Dlgs 28/2010); tra questi rientrerebbe anche l’azione per la revoca dell’amministratore di condominio.

Ma si è affermato in giurisprudenza l’orientamento secondo il quale, è obbligatoria la mediazione anche per la revoca dell’amministratore.

Azione del terzo nei confronti del condominio

Il terzo è legittimato a far valere un diritto verso il condominio; la materia del contendere non rientra tra quelle per le quali l’art. 5 d.lgs. n. 28 del 2010, prevede il preventivo e obbligatorio esperimento della procedura di mediazione.

Detta norma stabilisce che le controversie in materia di condominio sono quelle relative alla violazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II del codice civile e degli artt. 61-72 delle disposizioni attuative del codice civile.

Sono escluse le controversie, dove il condominio si contrappone a un soggetto terzo (come l’appaltatore nell’ambito di lite insorta a seguito di stipula di un contratto di appalto di lavori condominiali).

La mediazione non riguarda i procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione.

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