Ripartizione delle spese

La ripartizioni dei cortili condominiali – Prima Parte

sabato 14 luglio , 2018

I cortili condominiali e le relative spese – Prima Parte

Un tema di grande rilievo in condominio e quello della ripartizione delle spese. In particolare, la Cassazione, con la sentenza n. 7743 del 2017, ha dato un’interpretazione estensiva secondo la quale alcuni beni condominiali come i cortili, sarebbero soggetti automaticamente al regime della comunione, dunque la suddivisione dovrebbe essere fatta in parti uguali tra tutti i comproprietari.

La fattispecie e il ricorso

La Corte di Cassazione si è pronunciava su una fattispecie, in cui un condomino era soccombente in appello e in primo grado, in quanto voleva far accertare dalla Suprema Corte,  che un’area scoperta circostante l’edificio condominiale dovesse essere soggetta alle regole condominiali ed alle tabelle millesimali, invece che considerata bene in comunione tra lui stesso ed un altro soggetto.

Il condomino evidenziava che l’articolo 1117 codice civile, prevedeva che i cortili rientrassero tra le parti comuni dell’edificio e quindi siano beni condominiali.

L’evolversi della vicenda

Il proprietario dell’immobile, nel 1973, vendeva ad una coppia un appartamento al secondo piano, evidenziando nell’atto di compravendita di riservare per sé l’area scoperta.

La Cassazione dunque, ritenne che il condominio fosse sorto proprio in quel “ipso iure et facto, essendo stata alienata a terzi la prima unità immobiliare suscettibile di interpretazione autonoma e separata“.

L’unico proprietario dell’area scoperta, disponeva della stessa con un atto di compravendita del 1981, nel quale si comprendeva nella comproprietà ceduta anche l’area scoperta.

Infatti, con questo atto non venne stabilita la quota spettante a ciascuno dei due comproprietari sulla cosa comune, la Corte ha dunque presunto la pari entità delle quote alla comunione a norma dell’articolo 1101 codice civile.

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