Assemblea condominiale

Le delibere dell’assemblea condominiale – Seconda Parte

domenica 22 Luglio , 2018

La controversia giudiziaria

La fattispecie riguardava l’impugnazione di una delibera condominiale, da parte di un condomino, che sosteneva l’irregolarità della convocazione, vizi di costituzione e lesioni della proprietà.

Il condominio invece chiedeva la condanna del condomino al pagamento delle spese condominiali, approvate in assemblea.

In primo grado vennero accolte le domande di entrambe le parti; la Corte d’Appello invece rigettava quella del condominio.

Quest’ultimo ricorse in Cassazione motivando la violazione dell’articolo 112 codice di procedura civile, in quanto il condomino aveva ampliato e l’oggetto della domanda, rilevando l’inesattezza o incompletezza del rendiconto e del preventivo, ma non i vizi di verbalizzazione o di costituzione dell’assemblea.

I vizi delle delibere condominiali

La Corte di Cassazione evidenzia come: “la sussistenza di un vizio di annullabilità della delibera condominiale comporta la necessità di espressa e tempestiva domanda “ad hoc” proposta dal condomino interessato nel termine di trenta giorni previsto dall’art. 1137 codice civile”.

Inoltre: “ogni domanda di declaratoria di invalidità di una determinata delibera dell’assemblea dei condomini si connota per la specifica esposizione dei fatti e delle collegate ragioni di diritto, ovvero per una propria “causa petendi”, che rende diversa, agli effetti degli artt. 183 e 345 codice di procedura civile, la richiesta di annullamento di una delibera dell’assemblea per un motivo diverso da quello inizialmente dedotto in giudizio“.

La causa petendi

Aggiunse inoltre la Suprema Corte: “la “causa petendi”, intesa come elemento di identificazione della domanda sulla quale si radica il contraddittorio, non è costituita esclusivamente dall’allegazione degli elementi del fatto sui quali si fonda la pretesa, ma include necessariamente le ragioni di diritto che giustificano le richieste formulate in giudizio, e questo principio vale anche nelle azioni volte alla dichiarazione di invalidità delle deliberazioni degli organi collegiali, nelle quali comunque non è consentita la relativa declaratoria per un motivo di contrarietà alla legge o alle regole statutarie diverso da quello indicato dalla parte”.

Il vizio di convocazione dell’assemblea riguarda tutte le delibere approvate dalla stessa, ma per fare ciò  deve essere espressamente dedotto.

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