privacy in condominio

Telecamere in condominio – Seconda Parte

mercoledì 8 agosto , 2018

La violazione della privacy in condominio

Perché si verifichi una violazione della privacy, è necessario che non sia rispettato il contenuto degli artt. 614 e 615 bis cod. penale.

Ciò è sancito dalla Corte di Cassazione, la quale esclude che si abbia violazione della privacy se le telecamere non riprendono l’abitazione privata altrui né spazi pertinenziali ad essa. Sono dunque tutelate ai sensi del codice penale, le aree che: “individuano una particolare relazione del soggetto con l’ambiente ove egli svolge la sua vita privata, in modo da sottrarla ad ingerenze esterne indipendentemente dalla sua presenza“, si tratta dunque dell’abitazione privata altrui, il giardino di pertinenza, il pianerottolo condominiale attiguo al portone d’ingresso altrui, le finestre altrui; non rientrerebbero nella tutela le scale condominiali ed il pianerottolo in senso lato.

La valutazione sulla lesione della privacy si basa su quanto la telecamera possa potenzialmente inquadrare.

Le pronunce della Cassazione

La Cassazione talvolta, ha condannato a rimuovere le telecamere e a risarcire il danno, a coloro che avevano installato sistemi di videosorveglianza che potenzialmente avrebbero potuto riprendere spazi privati (portone d’ingresso di un appartamento altrui nel caso in cui l’anta della finestra del pianerottolo fosse stata chiusa, o telecamera che riprendeva uno spazio privato altrui anche se posta in modo tale da inquadrare solo le gambe degli avventori, e così via).

La peculiarità dei videocitofoni

Talvolta, i video-citofoni sono assimilabili ai sistemi di videosorveglianza, ai quali si dovrebbe applicare la relativa disciplina. E’ necessario però distinguere tra i video-citofoni installati da una persona fisica per fini esclusivamente personali, con immagini non catturate e diffuse, e con potenzialità limitata che possono essere installati liberamente, senza obbligo di cartello e quant’altro.

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