Assemblea condominiale

Registrare la riunione di condominio di nascosto

lunedì 27 Agosto , 2018

E’ vietata la registrazione video della riunione di condominio, fatta di nascosto dal singolo partecipante, senza il consenso informato di tutti.

Ciò è stato sancito dal Tribunale di Roma, con una recente pronuncia (sentenza n. 13692/2018), con la quale sottolineava che l’eventuale registrazione della riunione condominiale è ammessa solo con il consenso dei partecipanti.

La vicenda trattata dai giudici

Si trattava di una fattispecie, nella quale un condominio citava in giudizio il Condominio, chiedendo l’annullamento di una delibera assembleare ritenuta invalida per una serie di motivazioni, tra cui la circostanza che il verbale era stato redatto lasciando spazi in bianco riempiti in un secondo momento.

Si trattava di una tesi, che il condomino poteva dimostrare, mediante la registrazione della riunione assembleare. Le richieste del condomino non vennero accolte dai giudici, e dunque rigettate in quanto infondate e/o non provate, rimanendo valida ed efficace la delibera impugnata.

Secondo i giudici di primo grado, l’attore non ha adempiuto l’onere della prova a suo carico in quanto la registrazione audio dell’impugnata assemblea condominiale, posta alla base della domanda, è stata effettuata senza alcuna autorizzazione e dunque non è utilizzabile.

Illegittima la registrazione senza autorizzazione

Il Tribunale metteva in evidenza, come ciascun condomino ha diritto di chiedere all’amministratore che la riunione condominiale sia registrata, in quanto la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che, i partecipanti a una conversazione, sia essa una riunione di condominio o un colloquio tra amici, accetta il rischio di essere registrato (Cass. 18908/2011).

Non si ha violazione della privacy dei partecipanti, la registrazione non dà luogo alla “compromissione del diritto alla segretezza della comunicazione, il cui contenuto viene legittimamente appreso solo da chi palesemente vi partecipa o assiste” (Cassazione S.U., sentenza n. 36747/2003).

Conclusione

Vero è che ogni partecipante all’assemblea ha diritto di registrare durante l’assemblea, però non può divulgare il contenuto a terzi non presenti durante l’assemblea; si verificherebbe il reato  di cui all’art. 167 d.lgs. 196/2003, salvo si sia ottenuto il consenso alla divulgazione da parte di tutti i partecipanti all’adunanza o che la diffusione si renda necessaria per tutelare un proprio diritto.

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