Regolamento

Affittacamere in condominio e il regolamento – Prima Parte

sabato 1 settembre , 2018

Svolgere l’attività di affittacamere in condominio, si basa dell’ottenimento della concessione in uso di un locale ammobiliato, con le relative forniture di energia elettrica, acqua, la prestazione di servizi di pulizia e la fornitura della biancheria.

Ciò che distingue la locazione e dall’esercizio dell’attività di affittacamere è la fornitura di prestazioni di servizi personali quali, il riassetto dei locali e la sostituzione della biancheria, che per l’esercizio di affittacamere risultano elementi accessori imprescindibili.

Ciò posto, qualora il regolamento condominiale contrattuale, vieti l’attività di pensione o locanda, il divieto non può estendersi anche alla diversa attività di affittacamere, in considerazione del fatto che la pensione o locanda presuppone anche la fornitura di un vitto, esclusa invece negli affittacamere.

Queste le motivazioni della sentenza n. 1947 del Tribunale di Milano, pubblicata nel febbraio 2018.

La fattispecie

Il caso in questione riguardava un condomino,  proprietario di un appartamento,che con contratto di locazione ad uso abitativo lo affittava ad una società con facoltà di sublocazione.

Quest’ultima infatti, con contratti di sublocazione utilizzava l’appartamento per svolgere attività di affittacamere.

Il condominio citava dunque, il condomino e la società, contestando la violazione dell’art. 6 del regolamento, che vietava l’esercizio di attività di pensione o locanda, chiedendo l’immediata cessazione.

La società convenuta sottolineava di avere semplicemente stipulato dei contratti di sublocazione parziale con oggetto singole stanze dell’appartamento.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale rigettava la domanda del condominio e lo condanna al pagamento delle spese processuali.

Sottolineava inoltre che il condomino doveva attenersi al regolamento condominiale “ha più volte affermato, in tema di condominio degli edifici e nell’ipotesi di violazione del divieto contenuto nel regolamento contrattuale di destinare i singoli locali di proprietà esclusiva dell’edificio condominiale a determinati usi, il condominio può richiedere la cessazione della destinazione abusiva sia al conduttore che al proprietario locatore. Peraltro, solo nell’ipotesi di richiesta nei confronti del conduttore, si verifica una situazione di litisconsorzio necessario con il proprietario. Tale situazione non si verifica invece nell’ipotesi in cui convenuto in giudizio sia soltanto il proprietario del locale e non anche il conduttore dello stesso…“.

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