Tabelle millesimali

MODIFICA DELLE TABELLE MILLESIMALI – ULTIMA PARTE

giovedì 6 settembre , 2018

Il caso concreto

La Cassazione affrontava il caso di un condomino che citava in giudizio il condominio, in quanto la delibera di approvazione del bilancio consuntivo aveva imputato allo stesso le spese pro-quota del riscaldamento, in violazione delle tabelle millesimali allegate all’atto d’acquisto.

Secondo il condomino, l’assemblea, con una delibera adottata a maggioranza, anziché all’unanimità, aveva illegittimamente modificato le tabelle millesimali.

In primo grado, venne dichiarata l’invalidità della delibera e condannato il condominio a restituire le somme.

La Corte d’Appello, rigettava la domanda del condomino, il quale si rivolse alla Suprema Corte, per erroneità della sentenza di secondo grado, in quanto si è ritenuto legittima la modifica a maggioranza delle tabelle millesimali allegate al regolamento contrattuale.

Le conclusioni della Cassazione

La Corte di Cassazione opera una distinzione, tra le tabelle millesimali conformi al contenuto della legge in ambito di ripartizione pro-quota delle spese e quelle che invece derogano ai criteri legali (art. 1123 codice civile).

Nella prima ipotesi, l’atto di approvazione delle tabelle millesimali, non ha natura negoziale, dunque necessita del consenso della maggioranza qualificata ex art. 1136, 2° co., cod. civ. e non del consenso unanime dei condomini.

La necessità di raggiungere l’unanimità o la maggioranza ex art. 1136, 2° co., cod. civ., dipende dal fatto che si tratti di tabelle millesimali allegate ad un regolamento di condominio avente natura contrattuale, è il rispetto dei criteri legali per la ripartizione delle spese.

L’unanimità è necessaria solo se si vuole modificare la tabella millesimale che deroga ai criteri legali di ripartizione delle spese, in caso contrario risulta sufficiente la maggioranza di cui all’art. 1136, 2° co. (maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio).

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