Parcheggi

Parcheggi in condominio

venerdì 14 settembre , 2018

Al giorno d’oggi, la maggior parte della  famiglie possiede due auto, ma i parcheggi sono sempre in numero ridotto, sia quelli presenti sul suolo pubblico che quelli condominiali. La legge prevede che nei palazzi di nuova costruzione, venga rispettata la proporzione tra la volumetria degli appartamenti e l’area adibita a parcheggio.

Nel caso in cui però, alcuni condomini possiedano due auto, e i parcheggi non siano sufficienti, sorgono questioni quando lo spazio è limitato e non consente a tutti di farne pari uso.

Parcheggi auto insufficienti in condominio

Normalmente, l’assemblea definisce dei “posti fissi” per un’auto ad appartamento, ma quando il cortile non è sufficiente a garantire il parcheggio delle auto di tutti i condomini, non  legittima una situazione, non disciplinata dall’assemblea, che lasci il predominio a chi arriva per primo, occupando gli spazi disponibili del parcheggio.

Ciò in violazione del codice civile, che stabilisce il diritto a tutti i condomini di utilizzare liberamente gli spazi comuni, sempre che non si impedisca agli altri di fare altrettanto.

L’assemblea può fissare dei turni a rotazione, in modo da consentire a tutti i condomini di sfruttare l’area; ma se l’assemblea non vi provvede, il singolo condomino può rivolgersi al giudice affinché sia quest’ultimo a indicare i turni.

Le seconde auto dei condomini

L’assegnazione dei posti fissi riguarda la prima vettura, non la seconda auto, e collocarla nel parcheggio condominiale è abusivo, per violazione del Codice Civile, se lo spazio è insufficiente, posto che questo comportamento viola il pari diritto di godimento degli altri condomini.

La Corte di Cassazione ha affermato che è nulla una delibera dell’assemblea che, pur in assenza di posti sufficienti per ospitare le auto di tutti i condomini, decida l’assegnazione nominativa a favore di singoli condomini di posti fissi nel cortile comune per il parcheggio della seconda auto; tale delibera, infatti, da un lato sottrae l’utilizzazione del bene comune a coloro che non posseggono due veicoli, e dall’altro crea i presupposti per l’acquisto, da parte del condomino che usi la cosa comune come se ne fosse proprietario, della relativa proprietà a titolo di usucapione.

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