Assemblea condominiale

Il condomino dissenziente – Seconda Parte

martedì 18 settembre , 2018

Termini del dissenso

La legge prevede un termine e un modo per l’esercizio del diritto al dissenso.
Il termine è di trenta giorni da quello in cui il condomino, che intende dissentire, abbia avuto notizia della deliberazione; se il condomino è invece presente all’assemblea, il termine decorre da quel momento.
In caso di assenza, verrà a conoscenza della delibera, nei modi e termini previsti dalla normativa di riferimento, così potrà decorrere il termine dei trenta giorni.
Secondo l’articolo 1132 codice civile, il dissenso va notificato a mezzo di ufficiale giudiziario all’amministratore, entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.

Le conseguenze

Il dissenso, come sopra manifestato ha effetti solamente all’interno del condominio, nei confronti degli altri condomini.
La distinzione della responsabilità del condomino dissenziente da quella degli altri, si verifica solo nei rapporti interni al condominio e non riguarda il terzo, verso il quale è impegnato tutto il condominio compresi i dissenzienti.
In caso di eventuale soccombenza del condominio nella lite, anche i dissenzienti possono essere costretti a pagare il terzo per poi rivalersi contro il condominio.
L’azione di rivalsa del dissenziente, è limitata alle spese e ai danni che si sarebbero evitati se non si fosse fatta causa. In relazione, poi, al caso in cui la lite abbia esito favorevole al condominio ma non è possibile recuperare le spese, anche il dissenziente è tenuto a tutti gli oneri se la lite riguarda la conservazione di cose comuni o cose da cui il medesimo trae utilità.
Il tutto trova fondamento giuridico nell’articolo 1132 comma primo, in quanto la lite riguarda le parti comuni dell’edificio e che la proposizione della controversia in sede civile sia stata deliberata dall’assemblea.

L’orientamento della Cassazione

La Corte di Cassazione, con pronuncia n. 7095 del 2017, ha evidenziato:
L’amministratore di condominio, tenuto conto delle attribuzioni demandategli dall’art. 1131 c.c., può resistere all’impugnazione della delibera assembleare ed impugnare la relativa decisione giudiziale senza necessità di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, atteso che, in dette ipotesi, non è consentito al singolo condomino dissenziente separare la propria responsabilità da quella degli altri condomini in ordine alle conseguenze della lite, ai sensi dell’art. 1132 c.c., ma solo ricorrere all’assemblea avverso i provvedimenti dell’amministratore, ex art. 1133 c.c., ovvero al giudice contro il successivo deliberato dell’assemblea stessa”.

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