Liti di condominio

RUMORI IN CONDOMINIO: LO SCIACQUONE – Seconda PARTE

giovedì 4 ottobre , 2018

Cosa si intende per limite di tollerabilità

La giurisprudenza consolidata sostiene che il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non ha carattere assoluto, ma va valutato in base alla situazione ambientale, considerando le caratteristiche della zona, e le abitudini degli abitanti.

Il limite sarà minore in zone destinate a insediamenti abitativi, è evidente comunque che la normale tollerabilità non può considerarsi come assenza assoluta di rumore; quindi se il rumore viene percepito non significa anche che sia intollerabile.

Il fastidio e l’insopportabilità dei rumori, vanno valutati caso per caso; e sarà il giudice ad accertare in concreto il superamento della normale tollerabilità, che determinerà gli strumenti idonei a ricondurre le immissioni nell’ambito della normale tollerabilità.

Inoltre la normale tollerabilità va riferita alla sensibilità dell’uomo medio e, tenendo conto della durata continua o della occasionalità delle immissioni sonore.

L’eventuale danno

In caso di accertamento della non tollerabilità delle immissioni, e il vicino subisce un danno, ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno (art. 2043 c.c.).

Il Tribunale napoletano, ritenne che la causa dei rumori dipendesse dalla modalità costruttive originarie delle abitazioni, prive di isolamento acustico, quindi un vizio strutturale accettato dalle parti fin dall’acquisto.

Inoltre si trattava di rumori, percepiti nella zona notte in maniera discontinua, in orari di prima serata, e dunque non procuravano all’attore nessun apprezzabile disturbo.

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