Regolamento

Serve l’autorizzazione dell’amministratore per affittare le camere in condominio?

sabato 6 ottobre , 2018

Lo svolgimento dell’attività di affittacamere in condominio, può provocare dissensi tra i condomini, in quanto non accettano la presenza di estranei con continuo via vai, all’interno dell’edificio.

I vari condomini possono lamentarsi, per i rumori molesti e per l’uso eccessivo dei servizi comuni, quali ascensore, luce negli androni, scale e pianerottoli.

Vero è che se il regolamento non lo vieta espressamente, ogni condomino è libero di esercitare l’attività di bed & breakfast e affittacamere nel proprio appartamento.

Ci si chiede, se il malcontento dei condomini possa rappresentare un possibile divieto, da parte dell’assemblea o dell’amministratore, di adibire le singole unità immobiliari ad attività ricettive, come bed & breakfast o affittacamere.

L’orientamento della giurisprudenza

La giurisprudenza ormai consolidata, sottolinea che in linea di massima, l’assemblea non può imporre limiti alla proprietà privata, per cui una limitazione all’uso dei singoli appartamenti può avvenire solo per espressa previsione del regolamento condominiale.

Il regolamento in questione, deve essere approvato dall’unanimità dei condomini, oppure deve trattarsi del c.d. regolamento contrattuale, predisposto dal costruttore e approvato in sede notarile, dai singoli acquirenti.

In pratica, qualsiasi limite alla proprietà privata deve essere stabilito dal proprietario di ciascuna unità immobiliare, attraverso il voto espresso in sede di approvazione del regolamento o con il consenso contenuto nell’atto di acquisto dell’immobile.

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