Curiosità

Camera ardente in condominio

venerdì 12 Ottobre , 2018

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce, di recente ha escluso la possibilità di organizzare una camera ardente all’interno del condominio: “l’attività richiesta dalla società ricorrente è, a tutti gli effetti, un’attività funeraria da realizzarsi all’interno del centro abitato e non una semplice attività commerciale“.

Detto orientamento è stato confermato dal Consiglio di Stato, che ha sfrattato, una casa del commiato, in quanto dalle dichiarazioni dei condomini, era “come vivere in un lutto perenne, che impediva di organizzare feste, cene, ascoltare musica e godersi momenti di spensieratezza, per la paura di risultare irrispettosi nei confronti del dolore altrui”.

Le case del commiato sono locali destinati ad accogliere il defunto prima del saluto definitivo da parte di parenti e amici; non essendo qualificate come attività commerciali, le case del commiato non possono essere create in un condominio senza il consenso dei condomini.

E’ necessario il consenso dei condomini     

Il tutto ebbe inizio con la presentazione della domanda al Comune di Maglie, per aprire una camera ardente in un locale condominiale, vicino all’abitazione di una persona, che si oppose fin dall’origine.

Il Tribunale Amministrativo, respinse la domanda dell’attore, in quanto non si tratta di aprire un negozio, ma un’attività funeraria a tutti gli effetti per la quale è necessario il consenso, infatti con sentenza pubblicata il 17/07/2018, sottolineava: “doverosamente l’Amministrazione Comunale ha proceduto a richiedere il consenso del contro interessato che, quale proprietario di una porzione dello stabile interessato dalla deroga, ai sensi dell’art. 14, comma 2, D.P.R. 380/2001, doveva essere interpellato. Invero, rileva il Collegio che il condominio si instaura sul fondamento della relazione di accessorietà tra i beni comuni e le proprietà individuali, situazione che si riscontra anche nel caso di condominio minimo, cioè di condominio composto da due soli partecipanti, come nel caso di specie. Secondo orientamento giurisprudenziale consolidato, nel procedimento di rilascio dei titoli edilizi, l’Amministrazione ha il potere ed il dovere, in caso di opere che vadano ad incidere sul diritto di altri comproprietari (quali le opere edilizie interessanti porzioni condominiali comuni), di esigere il consenso degli stessi o pretendere la produzione della dichiarazione di assenso dell’amministrazione condominiale“.

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