Curiosità

Le ferie del portiere in condominio – Seconda Parte

domenica 14 ottobre , 2018

Talvolta il portiere di condominio si accorda con l’amministratore per non fruire delle ferie, e ricevere in cambio un’indennità.

Si tratta di un comportamento illegittimo, a norma dell’articolo 10 del Dlgs. N. 66 del 2003 e della Direttiva 93/104/Ce.

Se si verifica la cessazione del rapporto di lavoro, spetterà al portiere un’indennità pari alla retribuzione complessiva dovuta per le giornate di ferie non godute.

Nel momento in cui il periodo minimo di ferie non è stato fruito, si pone il tema del possibile risarcimento del danno, e il portiere può agire in giudizio per il risarcimento del danno biologico; oppure, pretendere il godimento tardivo.

Invece, se le ferie sono state potenzialmente fruibili, ma di fatto non godute per scelta del portiere stesso, viene esclusa la colpa del condominio, ma al lavoratore andrebbe comunque concessa l’indennità.

La malattia del portiere

Se il portiere è in ferie, ma fa pervenire all’amministratore un certificato di malattia; la Corte Costituzionale, (sentenza n. 616 del 1987), ha dichiarato illegittimo l’articolo 2109 del Codice Civile – diritto annuale alle ferie – nella parte in cui non prevede che la malattia insorta durante le ferie ne sospenda il decorso.

Successivamente, i giudici hanno limitato detto principio, sostenendo l’opportunità di valutare il singolo caso: se la malattia è breve e non preclude il recupero delle energie, allora il conteggio delle ferie prosegue; in caso di malattie gravi, viene arrestato il conteggio delle ferie e inizia conteggio dei giorni di malattia.

In caso di patologia grave con una lunga degenza, una volta superato il periodo massimo di malattia durante il quale il datore ha l’obbligo di conservare il posto di lavoro, il lavoratore potrà chiedere di fruire delle ferie arretrate.

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