privacy in condominio

Telecamere in condominio – Seconda Parte

domenica 28 ottobre , 2018

Con sentenza n. 466 del 2018, il Tribunale di Catania condannava un uomo a risarcire il vicino, per il danno non patrimoniale, dovuto dell’intrusione nella sua vita privata. Infatti le telecamere posizionate dal primo, erano in grado di riprendere anche l’ingresso e le finestre del bagno e della cucina di proprietà del dirimpettaio.

Una pronuncia molto simile proviene dal Tribunale di Bergamo, con la sentenza n. 1074 del 2018, che imponeva la rimozione di telecamere posizionate a 45 gradi rispetto alla parete di proprietà, consentendo la visione sul fondo del vicino.

Il Tribunale ammette l’installazione della telecamera davanti alla propria abitazione, ma non riprendere anche la proprietà vicina; altrimenti si viola il diritto di riservatezza.

Quando non si lede la privacy

La Suprema Corte – sentenza 38230 del 2018 – ha confermato che le scale di un condominio e i pianerottoli “non assolvono alla funzione di consentire l’esplicazione della vita privata al riparo da sguardi indiscreti, perché sono, in realtà, destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti e di conseguenza la tutela penalistica di cui all’art. 615-bis c.p. non si estende alle immagini eventualmente ivi riprese”.

In tal modo si è arrivati ad escludere la violazione della privacy qualora le telecamere non riprendano l’abitazione privata altrui né spazi pertinenziali ad essa.

In caso di telecamera “finta”, non in grado di riprendere e registrare, posta dunque solo per un fine deterrente. Secondo il Tribunale di Latina con ordinanza 17 settembre 2018, è una telecamera inidonea ad effettuare riprese e dunque non poteva violare la privacy.

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