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Usucapione in condominio – Seconda Parte

domenica 4 novembre , 2018

Se il condomino vuole usucapire la cosa comune, come stabilito dalla Cassazione con sentenza n. 20039 del 2016: “deve provare di averla sottratta all’uso comune per il periodo utile all’usucapione, e cioè deve dimostrare una condotta diretta a rivelare in modo inequivoco che si è verificato un mutamento di fatto nel titolo del possesso, costituito da atti univocamente rivolti contro i compossessori, e tale da rendere riconoscibile a costoro l’intenzione di non possedere più come semplice compossessore“.

Chi sostiene di aver usucapito il bene deve dimostrare di aver goduto del bene stesso, per il tempo necessario, con un possesso esclusivo e inconciliabile con il godimento altrui, possedendo senza opposizione.

Gli strumenti per usucapire il bene

Se si vuole usucapire il lastrico solare: colui che vi accede esclusivamente da anni e anni, per stendere i propri panni con la tolleranza dei vicini,  dovrà, per il tempo necessario a far maturare l’usucapione, chiudere la porta di ingresso del lastrico con un lucchetto del quale abbia in maniera esclusiva le chiavi e abbia quindi impedito l’accesso al bene da parte degli altri condomini.

Lo stesso vale per il posto auto nel cortile condominiale: lasciare la propria auto da anni nello stesso posto non è sufficiente a fare acquisire la proprietà esclusiva dello stesso ma, è necessario ad esempio delimitare l’area con dei mezzi di protezione (come sbarre o catene) che ne impediscano l’uso agli altri condomini.

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