Parti comuni

Balconi confinanti in condominio

lunedì 5 novembre , 2018

In condominio può verificarsi che un balcone sia direttamente confinante con quello del vicino, e siano divisi solo da una bassa inferriata in metallo realizzata dall’originario costruttore; con una conseguente violazione della privacy altrui.

Cosa succede se si mette sul confine, una struttura in legno con piante rampicanti di plastica, al fine di tutelare la privacy, e il confinante si oppone, sostenendo che gli vengono  precluse aria e luce?

La decisione del Tribunale

Il codice civile contiene regole puntuali, sulle distanze e vedute tra proprietà confinanti, in particolare, in merito alle costruzioni su fondi confinanti, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri.

Secondo il Tribunale di Roma, che di recente si è pronunciata su un caso simile, queste regole si applicano anche nei rapporti fra condomini, tenendo sempre conto di un’altra regola condominiale, quella che permette a tutti i proprietari di utilizzare liberamente le parti comuni dell’edificio; senza alterarne la destinazione e senza impedirne agli altri di farne parimenti uso.

Contemporaneamente non si possono porre in essere costruzioni o altre opere sul balcone se alternano il decoro estetico della facciata dell’edificio.

Prevale la privacy

Dal combinato disposto delle norme, il Tribunale di Roma, ritiene che sia possibile realizzare una parete divisoria tra i due balconi, senza rispettate le distanze minime tra costruzioni previste dalla legge.

Prevalgono infatti il diritto alla privacy e il diritto a utilizzare le parti comuni, rispetto al diritto di veduta del vicino; sempre che non venga modificata la destinazione d’uso del bene, non si impedisca agli altri di fare lo stesso uso e non si incida sul l’estetica dell’edificio.

Sostiene il Tribunale che le norme su distanze e vedute si applicano anche nei rapporti fra condomini, ma solo quando sono compatibili con l’applicazione delle norme sulle cose comune degli edifici.

Se sorge un conflitto, prevalgono queste ultime anche perché in condominio bisogna ricercare un costante equilibrio fra le esigenze e gli interessi di ciascun proprietario esclusivo.

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