Vivere il condominio

I danni provocati dagli animali al condominio – Prima parte

sabato 10 Novembre , 2018

Una tra le principali cause di litigio in condominio, sono i danni a beni immobili causati dalle deiezioni degli animali domestici.

Si tratta infatti di un fenomeno che contrappone interessi opposti, che appaiono tutti meritevoli di tutela.

Infatti, da un parte vi è il diritto dei proprietari dell’edificio ad avere una facciata pulita, così come le altre parti che lo compongono: gradini, soglie d’ingresso, etc.

Non è però possibile negare il diritto – dovere del proprietario dell’animale di portarlo a spasso, per permettergli di espletare i propri bisogni naturali. Sussiste però una responsabilità del proprietario dell’animale, per i danni derivanti dai bisogni sulla facciata degli edifici, deve inoltre porre in essere un comportamento tale da limitare detti danni.

Imbrattamento dell’immobili, le conseguenze

Il tema dell’imbrattamento degli immobili condominiali, da parte degli animali, è stato trattato più volte dai giudici.

Si tratta di controversie che hanno sia aspetti civili, per quanto riguarda il risarcimento del danno e la riduzione in pristino a carico del proprietario dell’animale, sia aspetti di carattere penale.

Infatti, la pipì del cane, può causare imbrattamento o deturpamento dell’edificio, per cui si può configurare il reato di cui all’art. 639 del codice penale; di conseguenza può essere applicata una sanzione pecuniaria che va da un minimo, di euro 103, fino a 1.000 euro se l’episodio ha per oggetto un immobile, o fino a 3.000 se il bene è di interesse artistico.

È possibile, in quest’ultima ipotesi, anche la reclusione fino ad un anno per il responsabile del danno.

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