Vivere il condominio

I danni provocati dagli animali al condominio – Seconda parte

domenica 11 Novembre , 2018

L’orientamento della giurisprudenza

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7082 del 2015, ha escluso la responsabilità del proprietario che si attivi immediatamente per riparare i danni causati dal cane.

La giurisprudenza di legittimità ha dato importanza al comportamento del proprietario, che si è dotato di una bottiglietta d’acqua per lavare la pipì del cane.

Si trattava di una condotta, che sottolineava la sua consapevolezza che un simile evento potesse accadere anche in posti diversi da un’aiuola o giardinetto.

E’ sempre auspicabile che il proprietario cerchi di disincentivare l’animale dal fermarsi vicino a un edificio, però non deve impedire l’atto dell’animale con violenza.

Resta ferma la eventuale pretesa civile al risarcimento dei danni eventualmente causati all’edificio.

Le previsioni contenute nei regolamenti

Importante, in situazioni di questo tipo, è anche il contenuto dei regolamenti comunali e della convivenza civile in condominio.

Per quanto riguarda i regolamenti, un proprietario è stato multato con una sanzione amministrativa per non aver pulito la sede stradale, dopo che il cane aveva fatto i suoi bisogni.

Contano dunque anche le disposizioni eventualmente contenute in ordinanze e regolamenti comunali, il cui contenuto può variare da città a città.

In ambito condominiale, vero è che l’art. 1138 c.c., prevede che il regolamento non possa vietare il possesso di animali domestici. Resta ferma comunque la responsabilità (sia civile che eventualmente penale) del proprietario in ordine ai comportamenti dell’animale che causino danni a cose e persone, immissioni sonore e odori intollerabili.

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