Parti comuni

Sistema di riscaldamento in Condominio – Ultima Parte

giovedì 15 Novembre , 2018

Il condomino che vuole staccarsi dall’impianto condominiale può farlo direttamente, e chiamare la ditta competente, per l’installazione del nuovo impianto e comunicare all’amministratore, con una raccomandata con ricevuta di ritorno, o posta elettronica certificata, che dal mese successivo non parteciperà più ai consumi collettivi, in quanto si è dotato di un impianto di riscaldamento autonomo.

Non rientra tra i poteri dell’assemblea, quello di vietare il distacco, sempre che ciò non comporti un notevole squilibrio nel funzionamento dell’impianto generale, con relativo aumento di spesa per gli altri condomini.

E’ dunque utile far elaborare da un termotecnico abilitato, una perizia, al fine di provare che non vi saranno squilibri o aggravi di costi. La perizia potrà essere inviata all’amministratore di condominio.

La delibera dell’assemblea

Se l’assemblea, con apposita delibera autorizza il distacco senza un’adeguata perizia, ma con una quantificazione forfettaria dei costi di mantenimento in capo al condomino distaccato, la decisione sarà nulla.

Se l’assemblea si oppone al distacco, la delibera sarà nulla per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune.

Sarà legittima invece, la delibera che pone a carico anche dei condomini distaccati le spese di sostituzione della caldaia, posto che l’impianto centralizzato costituisce un accessorio di proprietà comune, al quale i distaccati potrebbero comunque riallacciare la propria unità immobiliare.

Il condomino che si è staccato, non ha diritto a richiedere i danni o eventuali restituzioni relativi al periodo in cui ha usufruito, senza soddisfazione, dell’impianto centralizzato.

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