Codice

Atti osceni in condominio – Seconda Parte

martedì 20 Novembre , 2018

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 46636 del 2011, ha dichiarato infondato il ricorso di un imputato basato sull’incongruità della decisione impugnata in relazione alla sussistenza della responsabilità penale per i reati di cui agli artt. 56 e 609 bis e 527 c.p.

La Cassazione, ritenne che i giudici di merito hanno accertato che “l’imputato, nelle condizioni di tempo e di luogo individuate in atti, dopo aver raggiunto la minore degli anni 18 sulle scale di uno stabile condominiale, ne provocava la caduta, le sfilava la gonna, le abbassava la maglia, le tappava la bocca e mentre tentava di compiere atti libidinosi sul suo corpo e, non riuscendo nell’intento, a causa della reazione della vittima, si dava alla fuga”.

Secondo i Giudici di Cassazione “Ricorrevano, pertanto, senza ombra di dubbio nella fattispecie in esame, gli elementi costitutivi, soggettivo ed oggettivo, di tutti i reati contestati, ivi compreso quelli di atti osceni”.

In particolare venne evidenziato che la scala condominiale, essendo adibita al passaggio sia dei condomini che dei terzi diretti verso i singoli appartamenti, rappresenta un luogo aperto al pubblico.

La condotta (spogliare parzialmente la giovane), al fine di compiere atti sessuali sulla stessa, costituisce di per sé ed oggettivamente condotta contraria al comune sentimento del pudore, come percepito attualmente dalla comunità sociale, con conseguente sussistenza dell’elemento obiettivo del reato di cui all’art. 527 c.p.

La definizione della Cassazione di luogo aperto al pubblico

Attraverso detta sentenza, la Cassazione fa riferimento ad un orientamento interpretativo consolidato, in base al quale, per luogo pubblico s’intende il luogo: “in cui ciascuno può accedere in determinati momenti ovvero il luogo al quale può accedere una categoria di persone che abbia determinati requisiti.

Sono dunque luoghi aperti al pubblico l’androne di un palazzo e la scala comune a più abitazioni, in quanto   è sufficiente che,  il soggetto attivo, ovvero quello passivo, si trovi in luogo pubblico o aperto al pubblico.

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