condominio

Le parti non censibili

lunedì 26 Novembre , 2018

Sono beni non censibili, quelli che non devono essere registrati catastalmente, poiché privi della capacità di produrre reddito.

Questi beni, all’interno del condominio, sono le porzioni d’immobile comuni a tutte o ad alcune unità.

La normativa di riferimento è una circolare del Ministero delle Finanze, che contiene la definizione e ne sancisce la necessaria rappresentazione planimetrica.

Dal punto di vista probatorio, anche per i beni non censibili, l’identificazione catastale non ne prova l’effettiva proprietà.

Il censimento immobiliare

Innanzitutto è importante stabilire cosa sia il censimento immobiliare, ossia l’attività di registrazione nel catasto edilizio urbano delle unità immobiliari, per accertarne le proprietà e stabilirne la rendita ai fini fiscali.

Il catasto edilizio urbano (N.C.E.U – Nuovo catasto Edilizio Urbano), ovvero il registro in cui vengono registrate le unità immobiliari produttrici di rendita, è regolato da due norme:

  • d n. 652/1939;
  • dPR n. 1142/49.

Tramite la registrazione al catasto, vengono censiti gli immobili e viene attribuita la rendita, necessaria per calcolare le imposte fondiarie.

Distinzione tra beni censibili e non censibili

Gli unici beni che producono reddito, sono le “unità immobiliari” urbane definite dall’art. 5 della legge n. 652/1939 come “ogni parte di immobile che, nello stato in cui si trova, è di per se stessa utile ed atta a, produrre un reddito proprio.”

Le unità immobiliari normalmente producono una rendita, i beni non censibili, sono quelli che presentano un’utilità comune a più unità immobiliari, e che non producono un reddito proprio.

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