Parti comuni

Le parti non censibili – ultima parte

martedì 27 Novembre , 2018

Quando si parla di beni non censibili in condominio, si fa riferimento a tutte quelle parti che servono più unità immobiliari, ma che non hanno alcun valore catastale autonomo e pertanto non devono essere censiti. Esempi tipici di beni non censibili in condominio, sono: l’androne d’ingresso o le scale.

La normativa di riferimento

I beni non censibili, trovano la loro disciplina nella circolare n. 2 del 1984 del Ministero delle Finanze, che definisce i beni non censibili come “le porzioni che non possiedono autonoma capacità reddituale, comuni ad alcune o a tutte le unità immobiliari, per destinazione (androne, scale, locale centrale termica, ecc.), o per la loro specifica funzione di utilizzazione indivisa (ad esempio una rampa al servizio di soli posti auto)”.

Inoltre detta circolare sottolinea che, in riferimento ai beni non censibili, che: “Tali porzioni, che per la loro natura non sono soggette alle dichiarazioni mod. 1, vanno comunque rappresentate nell’elaborato planimetrico ed ivi contraddistinte da riferimenti catastali, ma non possono avere una iscrizione formale in partita, perché‚ non costituiscono le u.i. La possibilità, precedentemente esposta, di certificazione dell’elaborato planimetrico dà ragione della utilità connessa con la identificazione catastale anche di queste particolari porzioni. L’attribuzione dei subalterni numerici è affidata alla discrezionalità del presentatore; si ritiene tuttavia opportuno suggerire, allorché‚ non sussistono validi motivi in contrario, che alle porzioni comuni non censibili godute da uno stesso insieme di u.i. si attribuisca un medesimo subalterno, anche se poste su piani diversi e non contigue (ad esempio: androne, scale, accesso esterno, ascensore, ecc.).

Il catasto e il valore di prova

Con una pronuncia, la n.5 del 2015, il Consiglio di Stato, condividendo un orientamento della Cassazione (n. 23933 del 23 dicembre 2004), sostiene che, per determinare la proprietà effettiva di un bene, non si può attribuire alle risultanze catastali un valore probatorio definitivo, ma meramente sussidiario rispetto a questo risulta dagli atti traslativi, documenti in grado di fornire indicazioni molto più utili rispetto all’estensione della stessa.

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