Giudici

Suonare il clacson nel vialetto del Condominio

lunedì 3 Dicembre , 2018

Il Tribunale di Firenze trattava il caso di due soggetti che recavano disturbo ai loro vicini di casa, in quanto con  petulanza e per biasimevoli motivi, suonavano continuamente il clacson nel vialetto condominiale.

Gli imputati vennero condannati in primo grado, e presentavano appello avanti alla Corte di Firenze; quest’ultima, riformava parzialmente la sentenza di primo grado, e dichiarava di non doversi procedere ne confronti di uno dei due, in quanto i fatti dovevano considerarsi estinti per prescrizione.

Nei confronti dell’altra persona, venne confermata la sentenza di primo grado, per cui propose ricorso in Cassazione.

Tra i motivi del ricorso vi era la lettura scorretta del materiale probatorio da parte dei giudici di primo e di secondo grado, che diedero luogo a due sentenze di condanna fondate esclusivamente sulle dichiarazioni delle parti civili costituite.

L’orientamento della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 50379 del 2018 rigettava il ricorso, in quanto l’imputato, chiedeva una rilettura della vicenda nel merito, che non rientra nella sua competenza.

La Suprema Corte condivide dunque le decisioni dei giudici di merito, con le quali venne condannato il ricorrente per il reato di molestia e disturbo alle persone, in quanto suonava ripetutamente il clacson nel vialetto del condominio, tenuto accesso il motore dell’auto e tenuto alto il volume dello stereo di casa.

Molestia e disturbo alle persone

Il Tribunale, sulla base delle prove acquisite, ha condannato l’imputato per il reato di molestia o disturbo alle persone di cui all’art 660 c.p “per avere, per petulanza e altri biasimevoli motivi, recato disturbo a (…), suoi vicini di casa, mantenendo lo stereo di casa ad alto volume, colpendo con pugni le pareti confinanti, nonché suonando ripetutamente e ingiustificatamente il clacson della propria autovettura nell’attraversare il vialetto condominiale, anche nelle prime ore del mattino, tenendo acceso il motore dell’auto sotto le abitazioni dei condomini e provocando, in tal modo, immissioni di gas di scarico all’interno delle stesse, profferendo ripetutamente, in presenza dei condomini, frasi a contenuto ingiurioso e oltraggioso rivolte ai vicini, scattando numerose fotografie per riprendere l’esterno delle abitazioni degli altri condomini.

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