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Animali che si possono tenere in condominio – Prima Parte

venerdì 18 Gennaio , 2019

Con la riforma del condominio del 2012, è stata modificata la disciplina sulla tenuta degli animali, allineandoci così con l’Europa.

La legge n. 220/2012 ha aggiunto  all’articolo 1138 del codice civile, riguardante il regolamento di condominio un apposito ultimo comma, secondo il quale “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici“.

Detta novità, ha comunque sollevato alcune polemiche legate alla scelta terminologica adottata dal Legislatore; infatti in sede di approvazione del testo si è preferito il termine “domestico” anziché quello indicato in un primo momento, ovvero “animali da compagnia“.

Ciò per evitare, di consentire la presenza di animali esotici in condominio: il termine “animale domestico”, infatti, da un punto di vista strettamente legale appare diverso e più ristretto rispetto a quello di “animale da compagnia”

Animali domestici o animali da compagnia – distinzione

Le novità introdotte hanno sollevato qualche equivoco in materia, ad esempio, appare dubbio considerare “domestico” un criceto, un cincillà o un furetto, nonostante il sentire comune sia indirizzato in altro modo.

Gli animali da compagnia, nonostante non abbiano la natura e l’indole degli animali domestici, possono comunque essere controllati e addomesticati (si pensi si furetti, ai conigli, le tartarughe, i serpenti, i pappagalli) che si ritiene vadano qualificati come “animali esotici”.

Parte di questi animali, sono considerati “d’affezione”, da poter tenere in casa senza problema, seppur non siano “domestici” in senso proprio; si può dunque rischiare di vedersi opposto un veto in Condominio alla loro detenzione.

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