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Animali che si possono tenere in condominio – Ultima Parte

domenica 20 Gennaio , 2019

Gli animali selvatici       

Importante è l’analisi dalla legge sulla detenzione di animali c.d. “selvatici“; infatti nel nostro Paese, avere certe specie di animali domestici pericolosi o rientranti in specie protette, è vietato e può comportare severe conseguenze in base alla legge n. 150 del 1992.

Detta norma, contiene sia la disciplina penale relativa all’applicazione della CITIES – Convention on International Trade of Endangered Species, sia le norme su commercio e detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e incolumità pubblica.

I rischi per il possesso di animali selvatici

All’articolo 6, comma 1, la legge vieta a chiunque di commerciare o detenere esemplari vivi di mammiferi e rettili selvatici che possono costituire pericolo per la salute o l’incolumità pubblica, pena l’applicazione di severe sanzioni penali.

Il D.M. del 19 aprile 1996 ss. mm., contiene l’elenco delle specie c.d. “pericolose“, specificando i criteri per stabilire la “pericolosità” stessa. La lista comprendente circa 10 Ordini e 54 Famiglie appartenenti alle Classi di Mammiferi e Rettili, con i relativi generi e specie, che si aggiungono a quelle previste a livello comunitario e sovranazionale.

Nell’elenco sono indicati: ratti marsupiali, canguri, lemuri, numerose specie di scimmie, lupi, volpi, orsi lavatori, tassi, lontre e numerosi felidi (leoni, tigri, pantere, etc.), ma anche cinghiali, cervidi, bovidi, alcune tartarughe e serpenti (pitone, anaconda, cobra, serpente a sonagli etc.).

La violazione delle legge può comportare l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da euro quindicimila a euro centocinquantamila; oltre alla confisca degli animali. E’ comunque prevista la possibilità di avere alcune specie esotiche (pappagalli, rettili, scimmie, volpi ecc.), ma solo a seguito di autorizzazione e con un permesso contenente tutti i dati relativi all’animale.

I documenti sono rilasciati dal Corpo Forestale dello Stato o dal Ministero dello Sviluppo economico.

Animali ammessi in condominio

In linea di massima, se non vi è un divieto approvato all’unanimità, si ritiene che possano essere detenuti cani e gatti, pesci, uccelli da gabbia, tartarughe, criceti, conigli, furetti, scoiattoli, piccole tartarughe, cincillà e porcellini d’India e in genere gli animali non vietati dalla legge, che non creino un pericolo per la salute e l’incolumità. E’ comunque fondamentale verificare cosa prevede il regolamento condominiale ed eventualmente rivolgersi all’Amministratore.

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