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Tagliare i rami degli alberi del vicino – Prima Parte

sabato 26 Gennaio , 2019

Tagliare o meno i rami di una pianta potrebbe essere oggetto di discussione con il vicino di casa, in particolare se le piante sono abbondanti e rigogliose, e parte dei rami arriva nella proprietà confinante, trapassando  le siepi.

La distanza dal confine

In questo caso, il tema delle distanze è fondamentale, se non ci sono regolamenti comunali che stabiliscono regole in materia, bisogna fare riferimento alla legge; quest’ultima prevede delle distanze minime da osservare a proposito delle piante e del confine altrui.

Nello specifico:

  • per gli alberi ad alto fusto (quali le querce o i castagni), la distanza minima dal confine deve essere di tre metri;
  • per quelli non di alto fusto, la distanza minima dal confine deve essere di un metro e mezzo;
  • per arbusti, siepi, viti ed alberi da frutto di altezza non superiore ai due metri e mezzo, la distanza minima dal confine deve essere di mezzo metro;
  • per le di siepi di ontano, castagno o piante simili, la distanza minima dal confine deve essere di un metro;
  • per le siepi di robinie, la distanza minima dal confine deve essere di due metri.

Nel caso vi sia un muro divisorio si potrebbe anche non rispettare dette distanze, ma solo a condizione che la pianta non superi il muro stesso.

Estirpazione e taglio dei rami

Se la pianta del vicino si trova ad una distanza inferiore rispetto a quella prevista dalla legge, si ha diritto alla rimozione – estirpazione, anche facendo causa al proprietario indifferente ai suoi obblighi.

Se i rami appartenenti ad un albero che si trova nel fondo altrui, si portano all’interno della propria proprietà, si ha il diritto di pretendere che a tagliarlo sia proprio il vicino.

E’ un diritto esplicitamente previsto dalla legge, ed è riconosciuto dalla Cassazione.

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