condominio

Tagliare i rami degli alberi del vicino – ultima Parte

domenica 27 Gennaio , 2019

La Corte di Cassazione, sottolinea che il codice civile riconosce al proprietario invaso dai rami altrui, il potere di imporre al vicino di tagliarli.

Infatti si tratta di un diritto:

  • che non può essere oggetto di usucapione: il vicino, trascorso vent’anni dalla prima volta che i rami dell’albero hanno invaso la proprietà altrui, non può pretendere di aver acquistato il diritto di lasciarli così. E’ dunque un diritto imprescrittibile;
  • che può e deve essere esercitato, indipendentemente dalla presenza o meno di un muro divisorio ed anche se è rispettata la distanza tra le piante e il confine, prevista dalla legge;
  • che può essere oggetto di una servitù: i vicini potrebbero concordare che i rami si possano protendere nella proprietà altrui senza alcun limite oppure entro una determinata lunghezza. In quest’ultimo caso, il proprietario del fondo invaso, potrebbe comunque pretendere il taglio dei rami che in eccedenza alla descritta misura si dovessero protendere nella proprietà interessata.
  • Esiste anche il diritto di tagliare le radici dell’albero che si sono propagate nel suo giardino nonché il diritto di raccogliere e fare propri i frutti caduti dai rami protesi.

Ricapitolando

Se ci sono dei rami di un albero, appartenente al tuo vicino, che invadono il giardino:

  • vi è il diritto di pretendere che al taglio provveda il vicino a sue spese;
  • vi è il diritto al risarcimento, ove siano derivati dei danni alla proprietà.

E’ auspicabile che ogni possibile iniziativa sia anticipata da una comunicazione formale al vicino interessato, con la quale gli si rammentano i suoi doveri e lo si invita alla potatura.

In assenza di un qualsiasi riscontro, l’azione legale è inevitabile, per costringere il vicino a procedere alla potatura.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento