condominio

Assemblea degli inquilini – ultima parte

martedì 5 Marzo , 2019

L’art. 10 della Legge n. 392 del 1978, stabilisce che l’inquilino che occupa un’unità immobiliare condominiale, ha diritto di votare, al posto del proprietario, nelle delibere aventi ad oggetto le spese di riscaldamento e condizionamento d’aria.

L’art. 10 prosegue e dice: “La disciplina di cui al primo comma si applica anche qualora si tratti di edificio non in condominio. In tale ipotesi i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocata dal proprietario dell’edificio o da almeno tre conduttori. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull’assemblea dei condomini.”

Quindi, al di fuori degli edifici condominiali, vi è una vera e propria assemblea degli inquilini, che si deve esprimere sulle spese di riscaldamento e condizionamento (esempio: gli edifici composti da più appartamenti di un unico proprietario, tutti concessi in locazione).

Disciplina di riferimento

L’assemblea degli inquilini deve essere convocata dal proprietario dell’immobile o da almeno tre conduttori, la normativa applicabile è quella contenuta nell’art. 10 della Legge 372 del 1998, la quale prevede che si debbano osservare “ in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull’assemblea dei condomini.”

Per la convocazione dell’assemblea degli inquilini, il proprietario o i tre conduttori, applicheranno le regole del codice civile in materia di condominio:

  • provvedendo preferibilmente a mezzo raccomandata, a mani o via pec;
  • gli inquilini, una volta ricevuto l’invito a partecipare possono decidere di farlo personalmente o delegando qualcuno;
  • tutto ciò che si verifica nel corso dell’assemblea deve essere debitamente verbalizzato e comunicato agli assenti, per renderli edotti delle decisioni prese.

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