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Molestie in condominio – Seconda Parte

domenica 10 Marzo , 2019

A seguito della condanna in primo grado, e del ricorso in appello, l’imputato si rivolse alla Corte di Cassazione che con ordinanza n. 58085 del 2018 dichiarava il ricorso stesso inammissibile in quanto, secondo la stessa Corte si proponeva una versione dei fatti in contrasto con quella risultante dalla sentenza di primo grado: “l’imputato, sin da quando la famiglia (omissis) si era trasferita nell’appartamento confinante con quello dello (omissis), aveva attuato una serie di sistematiche molestie, azionando ripetutamente il citofono corrispondente all’abitazione dei vicini, in orario notturno e più volte consecutivamente, bussando alla porta dell’abitazione, cospargendo il pianerottolo di olio e di sostanze corrosive, condotte non aventi altro scopo se non quello di disturbare e molestare.

La Suprema Corte di Cassazione ritenne che non vi era motivo di dubitare delle testimonianze rese dai familiari della parte civile e da un altro condomino presente al momento del verificarsi di alcuni dei fatti descritti. Si tratta di fatti che integrano senza dubbio il reato contestato. Dal comportamento traspare l’intenzione di molestare e disturbare, senza nessuna giustificazione, se non ostilità nei confronti di tutti i testi.

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