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Rimuovere l’amianto dal tetto del condominio – Ultima Parte

domenica 17 Marzo , 2019

Secondo l’imputato l’iscrizione all’albo è un requisito formale, in quanto possedeva tutte le conoscenze tecniche per svolgere l’attività in questione.

Inoltre la difesa sosteneva l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.). Infatti la ditta del ricorrente avrebbe eseguito solo “lavori preparatori” e che lo stesso ha creduto erroneamente che fosse sufficiente essere socio di una società iscritta all’albo.

Amianto sul tetto del condominio

La Cassazione, con sentenza n. 51457 del 2018, dichiarava il ricorso inammissibile, ritenendo che in primo grado il Tribunale avesse ricostruito correttamente i fatti e qualificato esattamente il reato.

Dai documenti e dalle testimonianze risultava che la ditta intestata all’imputato, avesse eseguito veri e propri lavori di distruzione e sgombero dell’amianto, anche se priva della necessaria iscrizione obbligatoria all’albo degli smaltitori.

Concludendo

Il concetto di “lavori preparatori” non risultava essere chiaro, in ogni caso oggetto di contestazione non è la correttezza di tali attività, ma l’assenza di autorizzazione a porle in essere.

Non aveva alcun rilievo la qualifica di socio di altra ditta, del tutto estranea ai fatti, operante nel settore dello smaltimento, tra l’altro anch’essa priva di autorizzazione, nonostante la presentazione dell’istanza di rinnovo.

Il giudizio sulla sussistenza del reato dal punto di vista oggettivo e soggettivo, in quanto saldamente ancorato alle risultanze istruttorie e sorretto da considerazioni coerenti e logiche, risulta dunque senz’altro immune da censure.”

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