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TAGLIARE I RAMI DELL’ALBERO DEL VICINO – ULTIMA PARTE

venerdì 22 Marzo , 2019

La Suprema Corte di Cassazione, ritiene che il codice civile riconosce al proprietario invaso dai rami degli alberi altrui, il potere di costringere il vicino al taglio.

Detto diritto non può essere oggetto di usucapione; infatti il vicino trascorsi vent’anni dalla prima volta che i rami del suo albero hanno invaso la proprietà altrui, non può pretendere di aver acquistato il diritto di lasciarli così come sono.

Il diritto di tagliare i rami

Si tratta di un diritto imprescrittibile, che può essere esercitato a prescindere dalla presenza o meno di un muro divisorio e anche se è rispettata la distanza tra le piante e il confine, prevista dalla legge.

Il diritto di tagliare i rami, può essere oggetto di una servitù, nel caso in cui due vicini possono accordarsi che i rami si possono sporgere nella proprietà altrui senza limite oppure entro una determinata lunghezza.

Il vicino ha anche il diritto di tagliare le radici dell’albero che si sono propagate nel suo giardino, nonché ha il diritto di raccogliere e fare propri i frutti caduti dai rami protesi (fatta salva la regola contraria, eventualmente sancita dagli usi locali).

Concludendo

Quindi, se i rami di un albero del vicino invadono il giardino, vi è il diritto di pretendere il taglio a spese del vicino; vi è il diritto al risarcimento, se dalla situazione siano derivati dei danni alla proprietà. E’ opportuno far precedere ogni iniziativa da una comunicazione formale al vicino interessato, con la quale si fanno presente i doveri, e chiedere la potatura. Se non vi è alcun riscontro si ricorre all’azione legale.

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