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CHI È OBESO IN CONDOMINIO HA DIRITTO ALL’ASCENSORE – ULTIMA PARTE

martedì 9 Aprile , 2019

Se è un solo condomino o una parte di condomini, a richiedere la realizzare dell’ascensore, il Tribunale ritiene che “non può che trovare applicazione l’art. 1102 c.c., in forza del quale ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, ed a tal fine – purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomini di farne uguale uso secondo il loro diritto – può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa stessa”.

Quindi l’applicazione dell’art. 1102 c.c. “consente di escludere la necessità di una delibera assembleare di autorizzazione, giacché la realizzazione della innovazione costituisce esplicazione di un diritto del singolo condomino, il quale ben può richiedere direttamente al giudice di accertare che l’opera non travalichi i limiti normativi predetti“.

Il consulente tecnico d’ufficio, concludeva affermando la possibilità di installare l’ascensore nel vano scala dell’edificio, posto che l’innovazione proposta avrebbe garantito tranquillamente il godimento delle parti comuni ad ogni singolo condomino.

Il diritto all’ascensore

Il Tribunale dice inoltre: “Giova premettere che per disabilità – si legge nella sentenza – si intende la presenza di una menomazione fisica o psichica che indica lo svantaggio personale che la persona affetta da tale menomazione vive, non solo nel contesto lavorativo. L’handicap è la conseguenza della disabilità: con il termine handicap si vuole indicare, infatti, lo svantaggio sociale vissuto dalla persona a causa della menomazione di cui è affetta“.

Dal certificato medico prodotto dalla signora, che ha oltre 65 anni, risultava che fosse affetta da obesità con varie complicanze, handicap che si riflette nella sfera del movimento.

Il giudice concluse che “non occorre una consulenza medica per comprendere che da una persona in tali condizioni non ci si può aspettare che salga a piedi fino all’ultimo piano dell’ edificio senza rischi per la sua salute ed integrità fisica“.

Il tribunale faceva inoltre riferimento alla giurisprudenza della Cassazione in materia di “solidarietà condominiale”: “la coesistenza di più unità immobiliari in un unico fabbricato implica di per sé il contemperamento; al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, oggetto, peraltro, di un diritto fondamentale che prescinde dall’effettivo decoro, degli edifici interessati “.

Il giudice evidenziava il diritto degli attori a costruire a loro spese l’ascensore, “il fatto che la realizzazione dell’impianto sia indispensabile è fuori discussione, poiché la sua assenza comporta una barriera architettonica che incide in modo così rilevante sulle facoltà di godimento della proprietà degli attori, e prima ancora in una tale limitazione delle loro possibilità di movimento e di vita; da risultare ripugnante all’attuale coscienza sociale“.

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