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Consiglio di condominio – Prima Parte

lunedì 15 Aprile , 2019

La riforma del condominio avvenuta con la Legge 220 del 2012, entrata in vigore il 18 giugno 2013, ha introdotto nel codice civile al Titolo VII (Della comunione), Capo II (Del condominio negli edifici), l’art. 1130 bis c.c., rubricato “Rendiconto condominiale”.

Il nuovo articolo ha la funzione di assicurare maggiore trasparenza nella gestione contabile da parte dell’amministratore, oltre al controllo e alla verifica della gestione dello stesso.

Infatti all’ultimo comma dell’articolo in questione, è stata prevista la possibilità per l’assemblea, limitatamente agli edifici composti da almeno dodici unità immobiliari, di nominare un “consiglio di condominio” formato da almeno tre condomini, a cui sono affidate funzioni “consultive e di controllo”.

I poteri del consiglio dei condomini

Il consiglio di condominio, secondo la Cassazione ha funzioni consultive e di controllo, non può deliberare l’approvazione di lavori di manutenzione, quindi non ha funzioni decisionali; è all’assemblea, che aspetta l’effettivo potere di scelta in merito all’operato/proposta del consiglio di condominio, in considerazione del fatto che l’organo assembleare è l’unico legittimato, ex art. 1135 c.c., ad adottare con apposita deliberazione provvedimenti che impegnano contrattualmente il condominio.

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