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Paletti anti-sosta in condominio – Ultima parte

domenica 21 Aprile , 2019

Il condominio ritenne che il Comune con l’ordinanza di demolizione violasse una serie di norme (tra cui: l’art. 97 Costituzione, gli artt. 3, 22 e 23 del dPR. n. 380/2001; il dlgs. n. 42/2004, il DD.MM. 18.8.1961 e 28.3.1985; la legge n. 326/2003; la legge n. 241/1990).

Il condominio riteneva inoltre che il Comune non avesse verificato l’esiguità delle opere per le quali la legge non richiede alcuna preventiva autorizzazione edilizia, visto che non comportano alcuna modifica del territorio. Inoltre non vi era alcuna violazione di qualsiasi norma ambientale.

E’ sufficiente la SCIA

Il TAR Campania ritiene che non vi è una trasformazione edilizio -urbanistica, o un’alterazione permanente dell’assetto del territorio, tale da richiedere il preventivo rilascio del permesso di costruire ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 10 del d.P .R. n. 380 del 2001. L’apposizione dei paletti ricade nell’ambito applicativo dell’art 22 del DPR n. 380/2001.

La giurisprudenza amministrativa ritiene che, la valutazione sulla necessità del permesso di costruire, in relazione alle recinzioni deve essere compiuta “in base ai parametri della natura e delle dimensioni delle opere, e della loro destinazione e funzione“.

Se la recinzione è costruita in muratura e non è facilmente rimovibile, occorre il permesso di costruire perché incide in modo permanente sull’assetto edilizio del territorio, anche se è necessario sempre considerare “le opere realizzate nel loro complesso”.

Concludendo, per il TAR Campania l’opera di recinzione realizzata dal condominio,  rientra tra le opere per le quali l’art 22 del DPR n. 380/2001 richiede solo la segnalazione certificata di inizio attività.

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