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OPPOSIZIONE ALL’ATTO DI PRECETTO IN CONDOMINIO – ULTIMA PARTE

venerdì 3 Maggio , 2019

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5151 del 2019, stabilisce che l’opposizione a precetto introduce un giudizio in cui l’unico legittimato attivo è il soggetto contro cui l’esecuzione è minacciata, e l’unico legittimato passivo è il creditore che ha intimato il precetto, ed ha come oggetto la contestazione del diritto della parte istante a procedere all’esecuzione forzata.

L’amministratore è il rappresentante sostanziale e processuale del condominio, il precetto deve essere notificato a quest’ultimo nel suo domicilio privato o presso lo stabile del condominio, se in questo sono presenti locali in cui svolge la sua attività.

Se nella relata di notifica risulta che il destinatario ha negato la sua qualità di amministratore, e la parte istante non dimostra che lo stesso riveste tale qualifica la notifica deve ritenersi nulla. Nullità che deve essere fatta valere con l’opposizione, salvo sanatoria per raggiungimento dello scopo per la proposizione della stessa da parte del condominio che risulta così rappresentato dall’effettivo e reale amministratore in carica.

L’amministratore effettivo del condominio

Infine la Cassazione afferma il principio in base al quale: “la notifica del precetto intimato ad un condominio di edifici, eseguita nei confronti di persona diversa da quella che rivesta la carica di amministratore del condominio stesso, non può ritenersi idonea a far assumere al destinatario della notificazione stessa la qualità di soggetto contro cui l’esecuzione forzata è minacciata in proprio (essendo l’amministratore non il soggetto passivo del rapporto di responsabilità, quanto il rappresentante degli obbligati), con conseguente difetto di legittimazione dello stesso a proporre opposizione iure proprio, al solo fine di contestare – come avvenuto nella specie – di rivestire la qualifica di amministratore del condominio intimato di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo.”

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